Il significato dell’ AMEN

“Così sia”.
Questo è cio che diciamo pronunciando “Amen”.
Siamo abituati a dirla a fine preghiera o durante la santa messa. È doveroso ricordarci che si tratta di una parola ebraica ed è stata poi adottata nella liturgia cristiana come formula conclusiva.
Anche Gesù, addirittura, l’ha pronunciata durante le sue predicazioni.

In genere viene tradotta come “in verità” o comunque “conferma di una verità”. Nell’Antico Testamento, indica in genere una piena accettazione di ciò che si è espresso in precedenza. Etimologicamente è connesso con il verbo “ámán”, che significa “educare”.
<<la forma verbale si ritrova oltre un centinaio di volte nell’Antico Testamento… e quasi in 70 occasioni nei Vangeli>>.
La formula “amen” nella preghiera di oggi
Fin dai primi cristiani fu adottata la parola “amen” durante la messa, veniva usata, infatti, per affermare ciò che veniva detto o pregato.
Da allora ha continuato ad essere una parte fundamentale della preghiera.
A messa, ad esempio, la utilizziamo come risposta alla fine delle preghiere.

Uno dei “più importanti” che pronunciamo è proprio durante il momento più importante della liturgia, quando riceviamo il Corpo di Cristo nell’ Eucarestia.

Sant’Ambrogio ci esorta
<<Non dire <amen> oziosamente, ma confessando nel tuo spirito che ricevi il Corpo di Cristo. Quando dunque ti avvicini, il sacerdote ti dice <questo è il corpo di Cristo> e tu dici <amen>, cioè <amen>; ciò che confessa la lingua, lo professi la volontà>>
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